Sterlina in rafforzamento contro dollaro

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Finanza

Così come l’euro, anche la sterlina ha chiuso la scorsa settimana al rialzo contro il dollaro statunitense, supportata sia dai dati domestici, che si sono rivelati migliori delle attese, sia dalle aperture sul fronte Brexit, che sono state confermate dopo l’incontro di venerdì tra il premier britannico Theresa May e il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk.

Ad ogni modo, non è certamente sfuggito il fatto che il rafforzamento è stato tuttavia inferiore rispetto a quello vissuto dall’euro, contro il quale di fatti la sterlina si è leggermente indebolita.

Evidentemente, a pesare è l’incertezza sul fronte Brexit, che rimane piuttosto elevata, perché l’Unione Europea ha ribadito come categorica la scadenza del 4 dicembre come termine ultimo entro il quale il Regno Unito dovrà presentare delle proposte concrete sui tre temi negoziali – diritti dei cittadini Ue residenti nel Regno e viceversa, exit bill e confine irlandese – per avere una chance che al vertice del 14-15 dicembre l’UE ritenga che siano stati fatti sufficienti progressi per passare alla seconda fase delle trattative (quelle sui rapporti commerciali e sul periodo di transizione).

Il presidente della Commissione Europea Juncker si è comunque dichiarato piuttosto fiducioso sulla possibilità che si possano fare dei sufficienti progressi: Juncker incontrerà direttamente May il 4 dicembre. Dopo l’incontro con Tusk May ha ribadito che il Regno Unito onorerà i propri impegni finanziari con l’UE ma negli ultimi giorni sono tornate ad aumentare le preoccupazioni sul tema del confine con l’Irlanda. Il flusso di notizie su questo fronte potrà pertanto influenzare il cambio in questi giorni.

Per quanto poi concerne i dati in uscita, i più importanti saranno il credito al consumo mercoledì e il PMI manifatturiero venerdì, dai quali si attendono indicazioni moderatamente positive.

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